IL VIRTUAL MUSEUM RICORDA CARLO CARDAZZO

 

Il Virtual Museum di Borgo Valsugana (TN), diretto da Giancarlo Da Lio, presenta la collettiva “Omaggio a Carlo Cardazzo”, con opere di Tiziana Baracchi, Yolaine Carlier, Alessandro Ceccotto, Piermario Ciani, Karl Friedrich Hacker, Cesare Iezzi, Giuseppe Masciarelli, Milena Milani, Antonio Paciocco, Salvatore Starace e Paul Tiilila. La mostra, che sarà visitabile fino al 20 novembre, vuol ricordare il mercante Carlo Cardazzo, fondatore della galleria veneziana del Cavallino, che ha scoperto i maggiori talenti dell’arte italiana del dopoguerra, da Emilio Scanavino a Remo Brindisi.

“Un uomo di cultura come Cardazzo – osserva Da Lio – è stato dimenticato da Venezia, città ostile alle novità e fautrice della politica culturale dell’immobilismo.”

Tiziana Baracchi continua la sua ricerca sui miti di una generazione, che oscilla tra l’evocazione del passato, rappresentato dai Beatles, e la fuga nei paradisi esotici. I suoi collage presentano una trama di segni e simboli, come le palme, la mela, il sole, il compact-disc.

Giuseppe Masciarelli, memore della lezione di Fontana, esce dalla forma tradizionale del quadro e recupera il supporto come forma di manualità. L’artista abruzzese, firmatario del Movimento Iperspazialista, conduce una ricerca sul futuro anteriore, sul ripetersi ciclico della storia, sulla riproposizione di epoche già vissute.

Milena Milani, che ha lavorato con Cardazzo nella galleria milanese del Naviglio, è presente alla mostra con una serigrafia ed una ceramica, dal titolo “Albisola nuit”. La ceramica presenta una composizione geometrica, che rievoca il mare e le vele di Albisola. L’artista ligure, che molti ricordano per “La ragazza di nome Giulio”, romanzo scandaloso e incriminato, ha aderito allo spazialismo di Lucio Fontana fin dalla sua fondazione.

Antonio Paciocco, insegnante di liceo artistico, presenta una rielaborazione del Guerriero di Capistrano, capolavoro della scultura italica. L’antica statua trapassa la dimensione archeologica per legarsi alla scienza, per farsi interprete di un messaggio attuale.

Salvatore Starace espone uno dei suoi collage, dedicato alla laguna di Venezia. L’artista di Vico Equense non rinuncia, ancora una volta, a manifestare le sue origini ed il suo punto di vista, inserendo nella composizione un elemento del ponte di Seiano. Quel segno acquista una duplice valenza: da un lato esprime l’amore per la sua terra; e dall’altro suggerisce un’apertura, una volontà di estendere i propri orizzonti, di affacciarsi sul mondo.

Il finlandese Paul Tiilila, che combina la pittura tradizionale con la computer art, traduce nelle sue opere quel senso d’infinitezza che pervade la natura scandinava. Le sue opere recenti, in bilico tra il figurativo e l’astratto, dialogano con l’ignoto e l’assoluto.

 

Marco di Mauro