L’OPERA DI ORAZIO MANZO AL MALACHIA DI SAN LEUCIO

 

S’intitola “Autofocus” la personale dell’artista frattese Orazio Manzo, visitabile sino al 14 ottobre nelle accoglienti sale del Malachia club di San Leucio. La mostra, curata da Marco di Mauro, si inserisce in un folto calendario di eventi artistici, musicali e teatrali, che mirano a promuovere la cultura nelle sue varie manifestazioni.

Orazio Manzo, classe 1983, allievo di Gerardo Cosenza all’Accademia di Belle Arti di Napoli, è un abile sperimentatore. Ha messo a punto una tecnica originale, che gli consente di deformare le immagini attraverso un blocco di vetrocemento, anteposto all’obiettivo della fotocamera. Consapevole dei limiti della ricerca tecnica, che rischia di tradursi in un gioco estetico, l’artista è impegnato ad innestare la sua poetica nelle immagini create con il vetrocemento.

Oggetto della sua indagine è se stesso, nelle sue incertezze e nelle sue ambizioni, con l’ironia e la vanità di un ventenne, senza mai cedere alla retorica, all’enfasi, all’autocelebrazione. Nel suo ultimo ciclo di opere, dal titolo “Lloro so’ bbuone e jo so’ malamente”, Orazio Manzo stampa sulla carta la propria immagine e vi interviene con la pittura. Schegge di colore graffiano il suo volto e si espandono liberamente sulla carta, che diventa lo spazio di un evento negato, ma anche il punto di partenza per un’indagine interiore. La pittura maschera la fotografia e al contempo la integra, suggerendo categorie qualitative e mentali: luce, intensità, risonanza, opacità, silenzio, profondità. Tema fondante della sua estetica è l’ambigua relazione tra l’anima e il volto, l’essere e l’apparire, che induce l’artista a scavare nella propria intimità per conoscere se stesso.

 

M. di M.