OMAGGIO A PASQUALE COPPOLA

 

Si è spento a Casavatore (Napoli), dopo tre mesi di agonia, lo scultore puteolano Pasquale Coppola, che stupì il pubblico della Fondazione Morra con le sue creazioni di plastica e silicone. Chi lo ebbe come maestro, presso i licei artistici di Catanzaro, Aversa e Napoli, lo ricorda con affetto per la passione che lo animava, nella vita e nel lavoro. Il suo insegnamento, radicalmente anti-retorico e anti-nozionistico, si basava sull’esperienza concreta, sull’esercizio della manualità e sulla percezione diretta delle opere.

Abile sperimentatore e costruttore di immagini, Pasquale Coppola ribadiva, costantemente, che nulla è privo di significato: in ogni cosa è presente un’intima bellezza, che solo l’artista è in grado di cogliere e tramutare in opera d’arte. La sublimazione dell’oggetto usato, logoro, guasto era alla base della sua poetica, che esalta il valore di ciò che usiamo quotidianamente e lo innalza ad articolo di contemplazione. Con estrema libertà, fervida fantasia, esuberante creatività, Coppola dava forma e sostanza alla materia amorfa, rendeva visibile l’invisibile, esternava e materializzava i propri umori. La sua ricerca non aspirava a conoscere la natura fisica delle cose, bensì a coglierne lo spirito, l’essenza, che sopravvive alla metamorfosi dell’oggetto. La dimensione metamorfica costituiva la cifra distintiva dello scultore puteolano, che recuperava e rigenerava bottiglie di plastica, pagine di giornale, mobili usurati, per inventare forme nuove, eccentriche e surreali. Nelle sue opere la simmetria è bandita, l’ordine risiede nel caos, le forme sono definite da linee ondulate, contorte, spezzate, in cui è vano ricercare un moto uniforme.

La vita e l’opera di Pasquale Coppola costituiscono un unicum inscindibile, l’una rifluisce nell’altra, inesorabile, come il sangue nelle vene. Ciò appare evidente a chi abbia il piacere di visitare la sua casa, dove tutto – dai tavoli alle sedie, dalle scale ai pilastri – è scolpito o intagliato dall’artista con una sensibilità ludica ed un estro impareggiabile. Coppola era anche un uomo di estrema generosità e modestia, al punto da non firmare le sue opere, come a voler negare il valore artistico che la critica unanime gli riconosce.


Marco di Mauro