“POST-PHOTOGRAPHY” ALLA GALLERIA “CHANGING ROLE”

 

In passato la fotografia era solo un mezzo per documentare, per congelare l’immagine di un oggetto da tramandare ai posteri. Oggi gli artisti hanno ridefinito lo statuto della fotografia, che si è imposta come veicolo per operazioni creative, sia con sofisticati interventi in fase di ripresa e di stampa, sia con fotomontaggi, distorsioni ottiche, manipolazioni digitali. È quanto aspira a testimoniare la collettiva “Post-Photography”, allestita sino al 4 novembre presso la galleria Changing Role di Napoli. Il titolo della mostra è ispirato ad un saggio di Nicolas Bourriaud che codifica sotto l’etichetta di “post-produzione” la tendenza di alcuni artisti a manipolare gli oggetti esistenti, finché assumano una valenza diversa o persino antitetica a quella originaria.

In mostra sette artisti di varia nazionalità: Walpington & Calderon, Hiliard, Sparagna, Lee, Gaüeca, Benassi e Pepe, accomunati dall’utilizzo quanto mai duttile del medium fotografico, emblema del pluralismo linguistico dell’arte contemporanea. Walpington & Calderon immettono crude scene di sesso nell’idillio di un interno domestico, per scardinare l’ipocrisia della società borghese. Hilliard volge comuni scenari americani in atmosfere dense di mistero, dove il dato reale muta la sua identità per diventare segno, contenitore di esperienze. Sparagna strofina le pagine pubblicitarie di riviste patinate fino a cancellare la diafana bellezza delle modelle, che diventano emblema di precarietà e caducità. Anche Lee preleva immagini fotografiche dal mondo della moda, ma ricopre i volti con una folta peluria per esprimere l’annullamento dell’individuo nella società capitalista. Gaüeca imposta una riflessione sull’autenticità e l’unicità dell’opera d’arte, moltiplicando la propria immagine sui vari oggetti che popolano le sue opere, in ambienti surreali dall’estetica elaborata. Benassi ha installato sette light-box con immagini di un parco urbano, dove i fiori, le panchine, i lampioni preludono ad un atto sessuale che sta per consumarsi. Pepe decontestualizza un’installazione realizzata per MTV e la tramuta in oggetto di fruizione estetica.

 

Marco di Mauro