L’IMMAGINARIO DI DALISI ALLO STUDIO TRISORIO

 

Resterà aperta fino al 27 luglio, presso le sedi di Napoli e Roma dello Studio Trisorio, la personale del maestro napoletano Riccardo Dalisi, corredata da un raffinato catalogo con testo di Dario Giugliano e fotografie di Sergio Riccio.

Novello don Chisciotte, Riccardo Dalisi respinge la banalità del reale e rappresenta il mondo come lo vorrebbe, popolato di figure goffe e panciute, vivaci e burlesche, che interagiscono con il pubblico per condurlo in una dimensione ludica e surreale. Dalisi si comporta come il cavaliere errante di Cervantes, che scambia l’oste ladrone per un cavalier cortese, le volgari prostitute per leggiadre donzelle, il postribolo per un albergo decoroso, il pane nero per pane bianco, il fischio del castrato per una dolce melodia, ma dietro questa visione incantata si cela la volontà di agire concretamente nel sociale, stimolando la fantasia e l’ingegno del popolo. Ricordiamo i “laboratori creativi” promossi dall’artista sin dagli anni ’70, quando coinvolgeva i ragazzi di Ponticelli, nella periferia industriale di Napoli, nella costruzione di progetti installativi. Un impegno che prosegue ancor oggi, sia nella facoltà di Architettura, dove regge la cattedra di design industriale, sia nel popolare rione Sanità, dove affianca il parroco di San Vincenzo nel recupero dei giovani a rischio.

L’arte di Dalisi è tutta un fluire di forme lamellari, agili e pulsanti come i pupi siciliani, che si esprimono in una gestualità eccitata e grottesca. Sono figure schizzate di cavalli e cavalieri, angeli e diavoli, amazzoni e guerrieri che si rincorrono senza tregua nello spazio reale/fittizio della galleria, calandosi dall’alto come corpi eterei, senza peso né volume. Riccardo Dalisi mira alla conquista di una levità materiale e formale quale corrispettivo di un modo di essere, di porsi nella società con umiltà e rispetto, senza invadere lo spazio degli altri. Armonie, risonanze, vibrazioni abitano le sue sculture metalliche, che si collocano nei territori della poesia e dell’immaginario lirico, ma al contempo voglio interagire con la dura realtà quotidiana, quella in cui siamo rassegnati a vivere.

 

Marco di Mauro