A NAPOLI LE “RELAZIONI PERICOLOSE” DI ROBERTO SANCHEZ

 

Ambientare un’opera d’arte in una rete di segni è un’esperienza spiazzante, che mostra quanto sia relativo e incidentale il significato dell’opera. Nel ciclo di fotografie “Relazioni pericolose” – che sarà presentato il 24 gennaio al Museo Minimo di Fuorigrotta – Roberto Sanchez ritrae i suoi dipinti in un contesto metafisico, popolato di oggetti semplici, quotidiani, che assumono un alto valore simbolico in relazione al contesto. L’artista diventa, così, l’autore di un rebus a soluzione multipla o il regista di un’opera incompiuta, alla quale ciascuno può dare la conclusione che ritiene opportuna. In “Relazioni n. 4”, la presenza di uno “strummolo” sul golfo di Pozzuoli può evocare un vortice che travolge la costa e determina il caos, prefigurato dalla fuga di piani obliqui nel dipinto a destra. In “Relazioni n. 5”, invece, la folla di uomini che appaiono sullo sfondo entra in relazione con i dadi in primo piano, suggerendo che il destino dell’umanità è determinato da semplici giochi di potere. In un sistema brutale che annulla l’individuo e la sua sensibilità, la molteplicità di persone si riduce a un organismo neutrale, una composizione astratta come il dipinto che appare a sinistra.

Se in pittura Roberto Sanchez scompone la realtà e la ricompone in complesse trame di luce, nel recente lavoro fotografico delega allo spettatore il compito di comporre gli elementi per giungere a una sintesi e individuare i possibili significati.

In realtà, non è la prima volta che Sanchez fa interagire i suoi dipinti con oggetti esterni, ordinati nello spazio secondo un piano razionale: sin dall’infanzia l’artista si diletta nella costruzione di plastici, dove i muri delle case, i segnali stradali, i manifesti pubblicitari recano l’impronta leggera ed elegante del suo pennello. Una passione ereditata dal padre, che gli regalò il primo treno elettrico, e coltivata sino ad oggi nello spazio gremito del suo laboratorio. Uno spazio affascinante, che riflette lo spirito semplice e puro di Roberto Sanchez, in grado di stupirsi come un fanciullo al passaggio di un trenino tra le case e i monti.

 

Marco di Mauro