IL SEGNO DELLA CROCE SECONDO SANCHEZ

 

Sarà inaugurata sabato 4 novembre, presso il succorpo dell’Annunziata a Napoli, la personale di Roberto Sanchez dal titolo “Nel segno della croce”. Il pittore napoletano, sollecitato dalle polemiche sul crocifisso nelle scuole e nelle aule di tribunale, riflette sul reale significato della croce, che esula dai riferimenti cristologici per assumere ulteriori valenze, connesse al tema della vita e della morte.

La croce è uno dei primi segni adottati dall’uomo per rappresentare la divinità: per i babilonesi era il simbolo di Tammuz, dio della fertilità; nella mitologia norrena era il simbolo di Odino, dio della guerra e della poesia; nell’iconografia cristiana rimanda al sacrificio di Cristo per la redenzione dell’uomo. Il significato della croce è insito nella sua forma: l’asse verticale è saldamente piantato nel terreno ma tende verso l’alto, a suggerire una tensione trascendente, ovvero il viaggio dell’anima dalla terra al cielo. L’asse orizzontale allude alla fratellanza universale degli uomini, uguali al cospetto di dio, ma anche al comune orizzonte sul quale abitiamo. Infine la croce rappresenta, nell’intersezione di due assi perpendicolari, l’unione dei contrari: sopra-sotto e destra-sinistra, le due coordinate spazio-temporali in cui si svolge l’esistenza umana.

Roberto Sanchez indaga il tema della croce attraverso una rete di relazioni e rimandi segreti: la trama pittorica ha origine dalla base geometrica scatolare, ma contiene una forza centrifuga che rompe la quadrinomia e veicola inedite aperture. Lo stesso può dirsi della tavola, a forma di croce, che supera gli angusti limiti della quadrinomia nell’intersezione degli assi. Questo nodo centrale dischiude la quintessenza, lo spirito primordiale da cui discendono i quattro elementi.

 

Marco di Mauro