ANTOLOGICA DI ROMUALDO SCHIANO AD ORTA DI ATELLA

 

Si conclude stasera, presso il convicinio di Orta di Atella, la prima antologica dell’artista napoletano Romualdo Schiano, che in quarant’anni di attività ha spaziato dalla pittura alla scultura, dalla fotografia alla performance.

Il suo percorso muove alla fine degli anni Sessanta dai territori del surreale e dell’espressionismo, poi attraversa le tendenze materiche, informali e concettuali, fino ad approdare alla manipolazione digitale. I dipinti giovanili esprimono un senso di malessere e angoscia esistenziale, che si traduce nella contorsione dei volti, nelle accensioni cromatiche, nella dissoluzione della forma che scivola in una dimensione surreale. Ai primi anni Settanta si datano alcuni collage, d’ispirazione pop, in cui si condanna la violenza con immagini di morte e ritagli di giornale. Nel 1980 l’artista balza agli onori delle cronache per le sue intelligenti performance, che risentono del clima di contestazione e di lotta sociale. Nella prima performance, Schiano si lega e s’imbavaglia per denunciare il disinteresse delle istituzioni verso l’arte. A suscitare la sua reazione è l’incauto restauro di un murale di Enrico Prampolini, alla Mostra d’Oltremare. La seconda performance ha per oggetto un lenzuolo, appeso come ad asciugare ai bordi un vicolo. Il lenzuolo, segnato da strappi, lacerazioni, toppe, rammendi, è cosparso di immagini che raccontano glorie e dolori di una città malata.

Negli anni seguenti, Schiano recupera dai materassi usati frammenti di stoffa arabescata, li applica sulla tela ed integra la trama con il pennello. Tale procedimento esprime la volontà di salvare la memoria e ricomporre i reperti di una realtà lacerata, le schegge sottili e taglienti che l’uomo produce con la sua devastante attività. Alla fine degli anni Ottanta, l’artista avverte l’esigenza di rinnovarsi e dà vita alla “pittura attraversata”: ampie stesure di rosso pompeiano, solcate da vampate di luce che emerge dal profondo e prospetta nuovi scenari. Nella pittura affiorano busti classici, tessuti arabescati, scorci di case e di templi. È il passato che resiste e si oppone al degrado della società attuale.

Ai giorni nostri, la ricerca di Romualdo Schiano volge nel campo dell’arte digitale. Alla radice del suo processo creativo continua ad esservi l’esperienza del quotidiano, vissuto ed interpretato con il filtro di una moderna sensibilità. L’artista si serve della grafica digitale per rigenerare i reperti industriali, per dare nuovo significato ad oggetti che non hanno più ragione d’esistere.

 

Marco di Mauro