“SEGNI PER IL NATALE” A VICO EQUENSE

 

S’intitola “Segni per il Natale” la collettiva inaugurata nella chiesa della SS. Trinità, a Vico Equense. La mostra, curata da Marco di Mauro con il patrocinio del comune, presenta le opere di: Tiziana Baracchi, Lello Bavenni, Giuseppe Caliri, Giovanni Manganaro, Domenico Merenda, Ciro Ruggiero, Valentino Ruggiero, Pasquale Sorrentino e Salvatore Starace. I nove artisti, di varia provenienza, sono accomunati dall’adozione di colori accesi in sintonia con il clima natalizio. Particolare cura è riservata all’allestimento, affinché ogni artista disponga di uno spazio espositivo autonomo, che permetta al pubblico di individuare la sua cifra stilistica.

Tiziana Baracchi conduce una ricerca sui miti di una generazione, quella del ’68, che sognava la fuga dalla società capitalista. Lello Bavenni imposta su fondo nero la scena della Natività, che tende all’astrazione per l’assenza di volume e la trasparenza dei corpi. Giuseppe Caliri traduce l’immaginario della sua terra, la costiera sorrentina, in una pittura solare d’ispirazione naif. Giovanni Manganaro condanna la realtà artificiale della televisione con l’imposizione di un segnale di divieto su immagini di automobili sportive e vallette ammiccanti. Domenico Merenda presenta la sua produzione informale, che associa l’irruenza del dripping alla sapienza degli accordi cromatici. Ciro Ruggiero tende a coniugare l’arte contemporanea e il linguaggio della tradizione in una pittura ludica, frizzante, dai toni popolareschi. Valentino Ruggiero vuole ribadire che nulla è privo di significato: in ogni cosa è presente un’intima bellezza, che solo l’artista coglie e tramuta in opera d’arte. Pasquale Sorrentino, abile sperimentatore, esprime l’irriducibile opposizione fra la tensione dello spirito e la prigione del corpo. Salvatore Starace assume come punto di vista il ponte di Seiano, di cui variamente riproduce, in ognuna delle sue opere, un modulo della ringhiera.

La mostra è visitabile ogni sera, dalle ore 18 alle 21, sino all’Epifania.

 

Marco di Mauro