ORIENTE E OCCIDENTE SI INCONTRANO A CASERTA

 

Sarà inaugurata giovedì 3 luglio, nella Sala Rossa del convento di S. Agostino a Caserta, la mostra “Utopie”, a cura di Marco di Mauro, con opere di Guido Della Giovanna, Setyo Mardiyantoro e Vincenzo Montella. Sono artisti moderni, che esprimono la volontà di evadere dalla mediocrità del reale e di tuffarsi in una dimensione pura, capace di conciliare le tensioni individuali nella superiore armonia della natura. E’ questa l’utopia che li accomuna, forse ingenua, forse elementare, ma certamente benefica in una società che ricorre alle armi per un pozzo di petrolio.

Alla presentazione degli artisti seguirà l’intervento musicale di Natremy, Silvano, Nicola e Max. Natremy, nato nel 1968 in Burkina Faso, presenterà alcuni brani inediti sui temi dell'immigrazione, della libertà di stampa, delle ingiustizie sociali.

Guido Della Giovanna è approdato alla pittura nel ‘96 dopo aver coltivato la musica e la fotografia. Il suo ideale di vita si riassume nello spirito sereno e ottimista degli africani, o nell’ingenua vitalità dei bambini. L’Africa e l’infanzia sono appunto i soggetti che predilige, tradotti in immagini surreali che, mediante una limpida stesura di colori acrilici, esprimono una calda sensazione di pace. Nella sua pittura ricorrono le foglie, emblema della caducità delle cose terrene, contrapposta a quel fondo di valori stabili che sono radicati nell’anima.

Setyo Mardiyantoro, migrato a Napoli dall’isola di Giava, si serve sapientemente del colore per reinventare le forme della natura, fino ai limiti dell’astrazione. La volontà di uscire dal proprio ambito tradizionale e di assumere, almeno in parte, la cultura del paese in cui vive, si traduce nei volti pensierosi di donne europee che emergono da una fitta vegetazione. Questa pittura visionaria nasce dal disagio che l’artista vive nella realtà metropolitana, sentita come ostile, violenta, alienante. Il desiderio di evasione nell’ambiente d’origine non è che il riflesso della sua difficoltà ad integrarsi, a comunicare, ad orientarsi in un paese come il nostro.

Vincenzo Montella si distingue dai fotografi comuni per la sua volontà di trasfigurare, piuttosto che documentare. Con l’ausilio della computer grafica, l’artista sannita riesce a coniugare realtà e immaginazione, a ironizzare sui mali della società, ad umanizzare gli spazi più grigi e farli apparire vivaci, accoglienti, ospitali. Le fotografie esposte a Caserta, tagliate in forma allunata ad imitazione dei batik indonesiani, esaltano il fascino puro della natura e del popolo giavanese.

 

M. di M.