“RITMI D’ORIENTE” A VICO EQUENSE

 

Si intitola “Ritmi d’Oriente” la personale di Setyo Mardiyantoro allestita, sino a giovedì 30 marzo, presso lo Studio Starace di Vico Equense, che inaugura la stagione espositiva 2006 all’insegna dell’internazionalismo. L’eccentrico pittore, migrato a Napoli dall’isola di Giava, si serve sapientemente del colore per reinventare le forme della natura, fino ai limiti dell’astrazione. Con un respiro lirico, una sensibilità onirica, un gusto sottile per l’ornato, Setyo dispiega su carta, legno o batik la sua nostalgia per un ambiente puro, dove l’equilibrio tra l’uomo e la natura non è ancora violato. Il recupero della tradizione giavanese riflette l’estremo disagio dell’artista orientale che, incapace di integrarsi in una metropoli violenta e caotica come Napoli, si rifugia idealmente nella sua terra. Alla cultura orientale appartiene la concezione dell’ornamento come essenza dell’opera e non come addizione superficiale, in antitesi col motto di Adolf Loos, “Ornamento è delitto”, che ha depurato l’arte occidentale.

Nell’opera di Setyo, la volontà di stabilire un legame, seppure debole, con la nostra cultura si traduce nei corpi sensuali di donne europee che emergono dalla vegetazione esotica. La serena compostezza dei volti non è assenza di spirito, ma controllo delle emozioni, che costituisce una delle virtù primarie nel mondo orientale. Nell’armonia suprema della natura, che avvolge ogni cosa, gli elementi vegetali diventano un prolungamento dell’anatomia oltre l’umano, a testimonianza di una concezione dell’uomo che si identifica nella natura e non aspira a dominarla.

Per essere partecipi della pittura di Setyo, senza cadere nei pregiudizi occidentali, è necessario resuscitare lo spirito dell’infanzia, liberarsi dalle angosce e vivere, attraverso i suoi colori, l’incanto della natura giavanese.

 

Marco di Mauro