ITALIA E INDONESIA SI INCONTRANO AL CASTEL DELL’OVO

 

S’intitola “Ancora più lontano” la mostra di Setyo Mardiyantoro e Vincenzo Montella allestita sino al 30 aprile nella Sala delle Prigioni di Castel dell’Ovo. Le opere del pittore indonesiano e del fotografo sannita, che lavorano fianco a fianco da molti anni, esprimono un intenso scambio di esperienze tra due culture diverse e lontane.

Setyo Mardiyantoro, migrato a Napoli dall’isola di Giava, si serve del colore per reinventare le forme della natura, fino ai limiti dell’astrazione. Con un respiro lirico, una sensibilità onirica, un gusto sottile per l’ornato, Setyo dispiega su legno o su batik la sua nostalgia per un ambiente puro, dove l’equilibrio tra l’uomo e la natura non è ancora violato. Il recupero della tradizione giavanese riflette l’estremo disagio dell’artista orientale che, incapace di integrarsi in una metropoli violenta e caotica come Napoli, si rifugia idealmente nella sua terra. Nei momenti più cupi, il suo disagio si traduce nell’accumulo ossessivo di fregi floreali, che invadono la scena fino a coprire il disegno.

La volontà di uscire dal proprio ambito tradizionale e di assumere, almeno in parte, la cultura del paese in cui vive, si traduce nei corpi sensuali di donne europee che emergono dalla vegetazione esotica. Nell’armonia suprema della natura, che avvolge ogni cosa, gli elementi vegetali diventano un prolungamento dell’anatomia oltre l’umano. L’artista ha raggiunto i suoi esiti più alti nella serie di tavole in monocromo, basate sull’iterazione di un segno organico, che nasce dalla stilizzazione di un uccello indonesiano. Quel segno, nella sua elementare bellezza, racchiude in sé la poetica di Setyo che intende l’ornamento come essenza e non come addizione superficiale.

Vincenzo Montella racconta, nelle sue foto di viaggio, l’incanto e la magia di luoghi lontani. Le fotografie esposte, tagliate in forma allungata ad imitazione dei batik indonesiani, esaltano il fascino puro della natura e del popolo giavanese. Lo scopo di Montella non è la mera rappresentazione di luoghi o storie, ma l’interpretazione dell’atmosfera e dello spirito di particolari situazioni ambientali. L’apparente semplicità delle foto non deve indurre a trascurare i pregi tecnici, che si riconoscono nelle sapienti inquadrature e nel dosaggio delle luci.

 

Marco di Mauro