LA SEDUZIONE DELL’ORIENTE NEI DIPINTI DI SILVANA SFERZA

 

S’intitola “Margini orientali” la mostra ideata dall’artista napoletana Silvana Sferza per l’ipogeo della Santissima Annunziata. L’esposizione, curata da Simona Barucco, si snoda in un ambiente di rara suggestione per la sequenza di archi e volte, che permette la visione delle opere attraverso un cannocchiale prospettico.

Silvana Sferza trova rifugio in una pittura astratta, onirica, sacrale, in cui le ansie e i disagi interiori sono stemperati in un linguaggio composto ed armonico. L’artista coniuga notazioni floreali dell’art nouveau e calibrate movenze dell’arte egizia e orientale in uno stile elegante, delicato, sensuale, che tende ad istituire un dialogo con l’assoluto. L’imposizione del colore sul fondo dorato esprime la presenza rassicurante dell’essere sul non essere, della vita sul nulla. La sua pittura senza tempo, satura di ori e argenti, immagini velate e simboli ermetici, recupera la seduzione dell’arte bizantina con esecuzione misurata, concisa, calibrata. La percezione delle linee serpentine, dei cromatismi brillanti, dei riflessi dorati si traduce in esperienza psicologica, che fa risuonare il tempo e la sacralità del mito. Attraverso un segno analitico ed un sapiente uso del colore, Silvana Sferza traduce sulla tela la superiore coscienza dell’essere, che non è suscettibile di espressione diretta. Di particolare interesse sono i dipinti di piccolo formato, assemblati come elementi di un polittico medievale, in cui si percepisce uno studio più attento della composizione e degli accordi cromatici.

Nelle sculture in terracotta brunita, allestite su un ripiano sabbioso, si ravvisa l’influenza del compianto Augusto Perez, suo maestro all’Accademia di Belle Arti di Napoli. L’insegnamento del maestro si riflette nell’abbandono alle lusinghe del modellato, attuato dalla giovane artista con il filtro di una sensibilità femminile e solare.

 

Marco di Mauro