SPASMO SAPIENTE, COLPEVOLE E IGNARO

 

Dopo il successo di “Dodici Identità in Riviera”, lo Studio Starace di Vico Equense apre nuovamente all’arte contemporanea con una mostra collettiva, all’insegna della pluralità. Titolo della mostra, curata da Marco di Mauro e Maurizio Vitiello, è “Spasmo sapiente, colpevole e ignaro”, da un verso del poeta siciliano Riccardo Bedogni. Espongono dodici artisti meridionali, alcuni emergenti, altri già affermati, che hanno scelto di scendere in campo insieme.

Meritano attenzione: la pittura raggiante di Salvatore Bossone, che delinea scenari campestri per esaltare gli aspetti essenziali della vita; l’espressionismo arcaico di Paola Cordischi, che volge la sua attenzione all’arte africana, aborigena e precolombiana; i cromatismi cangianti di Guido Della Giovanna, densi di richiami simbolisti; la femminile sensibilità di Laura De Pascale, che sviluppa il tema della maternità con linguaggio chiaro e delicato; la nuda scultura di Massimo Liparulo, che degrada la rete di segni di cui si serve la cultura moderna, per svelare gli archetipi su cui si regge; le diagonali infinite di Giuseppe Masciarelli che, memore della lezione di Fontana, vuole uscire dalla forma tradizionale del quadro; l’intenso ritratto di Pina Mirabelli, che scava nelle pieghe dell’anima per svelare i misteri dell’essere; i colori cupi di Giuseppe Mirigliano, che riflettono intime pulsioni ed umori sanguigni; le istintive e gridate impronte di Gisela Robert, sulla scia dell’informale; l’immaginario surreale di Antonio Sarnelli, intriso d’inquietudine e misticismo; la linea nervosa di Giuseppe Schiattarella, che esalta l’energia vitale e il rilievo plastico dei corpi; il collage di Salvatore Starace, che tesse una trama coerente con una molteplicità di segni.

La mostra sarà aperta sino al 29 febbraio, dal martedì alla domenica.

“Ho convertito ad uso di galleria i miei locali – dichiara Salvatore Starace, ideatore della mostra – al fine di promuovere l’arte fuori dei santuari consolidati. È mia intenzione estendere i circuiti espositivi e diffondere l’arte contemporanea in ogni ambiente sociale.”

 

M. di M.