MUSEO MINIMO, MA NON DI SPESSORE

 

Otto artisti di sei diverse nazionalità, reduci dall’ultima Biennale di Venezia, hanno scelto di esporre nella periferia di Napoli, in uno spazio libero e alternativo come il Museo Minimo di Fuorigrotta. La mostra collettiva, a cura di Giancarlo Da Lio e Roberto Sanchez, presenta opere di: Tiziana Baracchi, Carmela Corsitto,  Bartolomè Ferrando, Karl Friedrich Hacker, Helmut King, Gianni Noli, Remy Penare e Paul Tiilila.

La veneziana Tiziana Baracchi continua la sua ricerca sui miti di una generazione, quella del ’68, che sognava la fuga dalla civiltà capitalista. L’inserimento di nuovi materiali ci ricorda, al contempo, che siamo proiettati verso nuovi orizzonti. La siciliana Carmela Corsitto occulta elementi del quotidiano in una gabbia di plastica. Tale espediente permette all’artista di focalizzare l’attenzione del pubblico su oggetti banali, ai quali comunemente non si presta attenzione. Lo spagnolo Bartolomè Ferrando spazia con disinvoltura dalla pittura alla performance. Nella tavola esposta al Museo Minimo, l’artista imprime su fondo nero una sequenza casuale di lettere, metafora del pensiero umano, che illumina gli abissi della coscienza. Il tedesco Karl Friedrich Hacker è solito accompagnare le sue esposizioni con improvvisazioni musicali al sax. A Napoli presenta un’incisione dal sapore espressionista, raffigurante una giovane donna dal volto ammiccante. L’austriaco Helmut King è un esponente delle Fantastic United Nations, organo indipendente che aspira alla deglobalizzazione creativa delle culture. Attraverso le banconote d’arte, FUN intende stimolare la cooperazione tra nazioni immaginarie. Gianni Noli sa decidere, coraggiosamente, quando un percorso è finito per iniziarne un altro, con tutta l’esperienza di un passato che non deve costituire un limite. Il francese Rémy Pénard, residente a Limoges, è fondatore della Repubblica degli Artisti. Mediante la figura di un uomo col fucile, l’artista condanna la politica dell’Unione Europea, tesa a difendere i propri interessi contro i possibili antagonisti. Il finlandese Paul Tiilila, che combina la pittura tradizionale con la computer art, traduce nelle sue opere quel senso d’infinitezza che pervade la natura scandinava. Le sue opere recenti, in bilico tra il figurativo e l’astratto, dialogano con l’ignoto e l’assoluto.

 

Marco di Mauro