IL PAESAGGIO SUBLIME DI SUSANNE NEUMANN

 

Si intitola “Berlinapoli, un viaggio” la personale di Susanne Neumann che sarà inaugurata sabato 24 gennaio, presso la galleria Area 24 di Napoli. Nelle tele dell’artista tedesca, il fascino sublime del paesaggio alpino incontra la dimessa umanità dei personaggi che lo abitano, solitamente ripresi di spalle, in un muto colloquio con l’immensità della natura. Non vediamo i loro occhi, le loro labbra, i loro volti, eppure percepiamo la loro angoscia di fronte al mistero, alla coscienza di essere nulla rispetto all’universo. Come nella pittura romantica e visionaria di Caspar Friedrich, l’occhio del fruitore si perde nell’ampiezza della veduta, dove il senso di straniamento e di perdita d’orientamento è accresciuto dalla sostanziale identità tra il cielo plumbeo, senza una nuvola, e la compatta distesa di ghiaccio che nasconde le rocce. Non a caso, il dipinto che apre la mostra ci ricorda, negli uomini che incedono a tentoni sulla neve, legati ad una corda, i protagonisti della Parabola dei ciechi di Pieter Breugel, esposta proprio a Napoli nel Museo di Capodimonte.

In questo scenario glaciale, abbacinante, governato da un sovrumano silenzio e da una misteriosa potenza, l’uomo rinunzia alle sue ambizioni di dominio e ritrova se stesso, intuisce l’infinito e scopre che la sua anima possiede una facoltà superiore alla misura dei sensi. Il paesaggio di Susanne, dunque, sebbene riprodotto con oggettiva lucidità, va interpretato alla luce di un sentimento romantico, che induce l’artista berlinese a evadere dalla dimensione urbana per rifugiarsi nella purezza della natura primordiale. Ma la visione delle Alpi, ai suoi occhi, assume anche un altro significato: quello di cerniera tra il nord e il sud, passaggio obbligato per accedere alle calde regioni mediterranee. E il nostro ricordo corre ai grandi viaggiatori tedeschi che varcarono le Alpi per raggiungere la pianura padana, a partire da Goethe, che dedicò splendide pagine del suo “Viaggio in Italia” proprio al passaggio delle Alpi, dove “su ogni vetta regna la pace”.

 

Marco di Mauro