APPRODA A NAPOLI IL FOTOGRAFO DEL SESSO

 

Sarà inaugurata sabato 5 marzo, nell’atelier di Rosario Farina in Palazzo Cellammare, la personale del fotografo americano Terry Richardson. Sarà esposta una selezione di immagini tratte da “Kibosh”, suo ultimo lavoro, che sfida il buonsenso con un linguaggio esplicito e disinibito, a metà strada tra neorealismo e pornografia. Immagini estreme di sesso e libidine, da cui trapela un’eccitazione liberatoria, uno sfrenato bisogno di godersi la vita e fissarne le emozioni sulla pellicola. Finalità dell’artista non è la meccanica rappresentazione dell’atto sessuale, né la visione iterata degli organi genitali, bensì l’esaltazione del piacere carnale, che la cultura cattolica e borghese tende a reprimere. Il sesso è interpretato come un gioco, strumento di comunicazione, naturale divertissement nel quale l’ironia diventa un ingrediente essenziale. Funambolico giocoliere del sesso, Richardson si espone in prima persona come soggetto “attivo” dei propri scatti, all’insegna del recupero di una fisicità immediata. La sua tecnica, come le sue immagini, rasenta il selvaggio. L’indisciplinato fotografo, assurto ad icona del fashion-system, respinge ogni artificio per catturare attimi di realtà, pur sempre filtrati da una pellicola, ma liberi da elucubrazioni intellettuali. Teleobiettivi e macchine digitali gli sono estranei, preferisce operare con due instant-camera impugnate simultaneamente. Con il rigetto della tecnica, l’artista suggerisce che le manifestazioni dell’istinto devono essere rappresentate in salsa cruda, senza alcuna mediazione.

Terry Richardson ama definirsi “rockograph”, un appellativo calzante, che lo descrive meglio di qualunque recensione. Le sue opere sono canzoni intonate con voce roca, brani dal ritmo coinvolgente, assoli di chitarra elettrica distorta. Tutto però viene fluidificato dall’approccio puro con il tema del sesso, vissuto con profonda emozione e scatenata leggerezza.

La scioccante esposizione, curata da Guido Cabib e Paolo Perrelli, sarà visitabile solo su appuntamento fino al 4 aprile.

 

Marco di Mauro