ALLA GALLERIA AKNEOS VA IN SCENA IL CUORE

 

Il sommo Cartesio, dopo aver illustrato meccanicamente il cuore come una pompa, assimilando la circolazione del sangue agli ingranaggi di un orologio, non riuscì a nascondere il suo profondo stupore di fronte a quei movimenti così “degni di ammirazione”. E ancor oggi – complice il cattolicesimo – ci ostiniamo a proiettare nel cuore ogni nostro sentimento, emozione, angoscia. Proprio il cuore costituisce il tema della mostra di Giovanna Torresin e Vincenzo Spagnuolo, allestita fino al 25 aprile presso la galleria Akneos di Napoli. Giovanna Torresin tende a stabilire un rapporto fisico e carnale con l’organo cardiaco; lo abbraccia e lo stringe a sé in una performance di alta pregnanza emotiva, che ha luogo in una vasca colma di sangue. La sua performance comunica un profondo bisogno di amare e di essere amata, di ritrovare quelle relazioni umane che la crisi, non solo economica, trascina via con sé. Al video della performance si affiancano sei elaborazioni digitali ad altissima risoluzione, che mostrano il cuore prigioniero di cinghie, catene e cerniere: sono gli ostacoli, di natura fisica o psicologica, che gli impediscono di effondere il suo amore e di trasmetterlo al prossimo.

Anche nel video di Vincenzo Spagnuolo, il cuore mostra la sua duplice valenza di organo meccanico e sede dei sentimenti. Le sue pulsazioni, infatti, risuonano nella mente legandosi ai pensieri, e formano una metrica non letteraria, basata non sulle pause e gli accenti, ma sul ritmo delle pulsazioni. Spagnuolo conclude la mostra con due ‘quadri’ digitali, raffiguranti due creature antropomorfe che ruotano nello spazio. L’universo digitale costituisce, per il giovane artista, una sostanza fluida in cui la distinzione tra concreto e astratto, corporeo e spirituale è completamente azzerata. Nell’universo digitale, anzi, è possibile visualizzare ciò nella realtà concreta è invisibile: fantasie, allucinazioni, percezioni estatiche e deliranti che neppure un pittore surrealista sarebbe in grado di esprimere in modo così verosimile.

 

Marco di Mauro