IL CENACOLO DI VANESSA BEECROFT ALLA GALLERIA LIA RUMMA

 

Dopo il successo di Marina Abramovic, la galleria Lia Rumma di Napoli continua a puntare in alto e presenta la mostra di Vanessa Beecroft, consacrata a livello internazionale dalla sua performance al Guggenheim di New York. L’artista genovese, trentaseienne, interpreta alcuni aspetti della modernità nelle sue inquietanti performance, che hanno per protagonista un corteo di donne nude, esili, slavate, con occhi di ghiaccio e capelli tinti. Un senso di alienazione, smarrimento, estraniazione investe questi tableaux vivants, simbolo del nostro tempo, che antepone il culto dell’immagine alla ricerca del benessere interiore. La Beecroft presenta le sue modelle come statue classiche, icone inaccessibili che si offrono alla contemplazione del pubblico, ma sfuggono alla sua comprensione; espongono il proprio corpo, ma ne detengono l’assoluta proprietà.

In occasione della mostra partenopea, Vanessa Beecroft presenta il video della performance VB52, realizzata nel 2003 al castello di Rivoli. Nel video appaiono trentadue commensali – donne appartenenti alla nobiltà sabauda, alla famiglia dell’artista, all’ambiente della moda e dell’arte – che prendono parte a un lauto banchetto per sette ore. Con il consueto atteggiamento distaccato, che contraddistingue i soggetti scelti dall’artista, le donne si muovono con gesti lenti, hanno sguardi persi nel vuoto e assaggiano con aria distratta i cibi che vengono serviti. In VB52 l’attenzione per il dato coloristico, che costituisce uno degli aspetti centrali nell’opera della Beecroft, segue un codice prestabilito. Le portate e le bevande entrano in scena seguendo una successione di toni monocromatici che vanno dal bianco, al rosso, al verde, all’arancio, al viola… La lunga tavola imbandita ci riporta al passato, al tema del cenacolo che ha ispirato i maestri del Rinascimento, ma al culto di dio si sostituisce il culto ossessivo della forma. Anche il rapporto col cibo è completamente mutato: non è più il soddisfacimento di un bisogno, ma un rito funzionale alla cura estetica del corpo. L’apporto calorico e le proprietà dietetiche sembrano prevalere sulla qualità, il gusto, la fragranza.

 

Marco di Mauro