“VERRA L’AURORA” AL REFETTORIO DI S. DOMENICO

 

Sarà inaugurata sabato 18 ottobre alle ore 18, nel refettorio di S. Domenico Maggiore a Napoli, la collettiva di pittura “Verrà l’aurora”, a cura di Marco di Mauro. Il titolo, tratto da “La lettera lungo la strada” di Pablo Neruda, allude allo spirito solare che anima i protagonisti. Sono quattro artisti emergenti – Salvatore Bossone, Paola Cordischi, Guido Della Giovanna ed Eliana Esposito – che tendono, attraverso la ricerca delle radici, a recuperare il senso della vita.

Salvatore Bossone si distingue per una pittura raggiante, di facile lettura, che esalta gli aspetti essenziali della vita. Il suo linguaggio, che risente della tradizione naif, si adatta in modo diretto alle piccole cose, ai momenti più semplici della vita sociale e del mondo campestre. La natura si vela di sfumature di sogno, che nascondono un sotterraneo malessere per la vita frenetica e alienante della città.

Paola Cordischi è attratta dall’espressionismo arcaico dell’arte africana, aborigena, azteca, nativa americana. Al centro della sua riflessione è il recupero di una sensibilità primitiva, ingenua, naturale, contro le insidie di una civiltà materialista e superficiale. Le sculture e gli arazzi dell’artista romana condensano umori ancestrali e risonanze mitiche, tuttavia si prestano ad una lettura moderna, mai disgiunta dal sentire contemporaneo.

Guido Della Giovanna è approdato alla pittura dopo aver coltivato la musica e la fotografia. L’Africa e l’infanzia sono i soggetti che predilige, tradotti in immagini surreali che attraverso calde tonalità esprimono una sensazione di pace e di serenità. Altro segno ricorrente sono le foglie, emblema della caducità delle cose terrene, contrapposta a quel fondo di valori stabili, sicuri, che sono sedimentati nell’anima.

Eliana Esposito sovrappone lievi stesure di colore, fino a travisare il paesaggio in sogno, attesa, desiderio. Dietro l’apparenza idillica si avverte una nota malinconica, segno di un’idealità che si scontra quotidianamente con la mediocrità del reale. Così la sua pittura si configura come espressione di un sogno di pace e di serenità che la storia umana ha gravemente compromesso.

 

M. di M.