APRE A ROMA LA NUOVA GALLERIA CHANGING ROLE

 

Una folta presenza di pubblico e di critica, convenuti per l’occasione da tutta la regione, ha accolto con entusiasmo l’apertura della sede romana della galleria Changing Role. La cerimonia inaugurale del nuovo spazio espositivo di Vicolo del Bollo è stata un vero e proprio happening, un gesto di irruzione nella quiete di un vicolo angusto all’ombra di Palazzo Farnese, che prelude ad una brillante stagione espositiva. L’iniziativa di Guido Cabib, gallerista provocatorio e irriverente, s’inquadra in una lungimirante strategia di mercato, che vede nella capitale un nuovo polo dell’arte contemporanea. La stessa Roma che, appena qualche anno addietro, fu condannata senza appello dalla rivista Flash Art come città chiusa al moderno, oggi assiste con entusiasmo all’apertura di due musei d’arte contemporanea, il MACRO e il MAXXXI, e all’intervento dei massimi architetti internazionali, quali Renzo Piano, Richard Meyer e Zaha Hadid. In tale contesto, aperto e stimolante, si inquadra l’inaugurazione di Changing Role, che subito propone una serrata selezione di video d’arte: dalle visioni inquietanti della svedese Anneè Olofsson alle allusioni erotiche dell’inglese Tom Gallant, dalla sublimazione del kitsch degli americani Luis Gispert & Geffrey Reed alle suggestioni psichedeliche del team giapponese Enlightenment, e senza tralasciare gli italiani, dalla vorticosa e fugace autobiografia di Matteo Sanna al feroce sarcasmo di Walter Picardi, dalle riprese furtive di Aristide Gagliardi alle sottili operazioni di indagine sulla realtà di Stefano Tordiglione. Ad accomunare questi artisti, a prescindere dalla rispettiva nazionalità e formazione, è la comune sensibilità per i temi del contemporaneo: la precarietà della vita, il malessere sociale, l’inquietudine e il disagio esistenziale, che ci plasmano e ci fanno sentire impotenti di fronte alla fuga di eventi che ci travolgono come le correnti di un fiume.

Prossimo appuntamento ad ottobre, con la personale dell’artista americano Steven Gontarski, che presenterà al pubblico romano le sue algide sculture in vetroresina, solenni e rigide come le teorie di santi nelle cattedrali gotiche.

 

Marco di Mauro