IL FIGURATIVO MODERNO A CASERTA VECCHIA

 

Si conclude stasera “Nuove declinazioni del linguaggio figurativo”, la collettiva di pittura allestita nella chiesa dell’Annunziata a Caserta Vecchia, con opere di Abramo Cantiello, Domenico Merenda, Stefania Sabatino e Pasquale Sorrentino. Sono giovani artisti delle province campane, i quali testimoniano, attraverso la qualità e la varietà delle opere, che il linguaggio figurativo è ancora un fenomeno vitale, capace di esprimere una sensibilità moderna e di accogliere umori ed istanze del nostro tempo.

Abramo Cantiello è affascinato dalla pittura dell’immobile, della quiete, del silenzio, che si carica simultaneamente di una vaga intensità. Le sue immagini austere, ambigue, ieratiche tendono all’astrazione. Le sue nature morte hanno una severa dignità ed una purezza quasi geometrica, esaltata dal sapiente uso della luce, dall’accostamento di colori complementari, dalla nudità e dalla simmetria dello sfondo. Un marcato chiaroscuro esalta il carattere scultoreo della forma, la traduzione dello spazio attraverso l’impianto della scena.

Domenico Merenda ha abbandonato l’irruenza e la foga della pittura informale per un ritorno al figurativo. Il soggetto che guida la sua pittura è la campagna casertana, idealizzata attraverso la lente della memoria e dell’inconscio. Le sue tele, intensamente liriche e visionarie, sono connotate da calde tonalità, riflessi dorati, un’illuminazione soffusa e crepuscolare che rievoca temi cari al divisionismo. L’occhio del fruitore viene subito catturato dalla temperatura dei colori, che sfumano nelle gamme cromatiche del giallo ocra e del verde paglia.

Stefania Sabatino delinea figure oniriche, dai toni accesi e brillanti, che si abbracciano, si avvinghiano, tendono l’una verso l’altra in un intrico di corpi. Una componente essenziale del suo stile è il colore, slegato dalla rappresentazione del reale per esprimere umori e stati d’animo, in un mascherato fraseggio dei sentimenti umani. Un lento dinamismo anima l’impianto della scena ed alimenta una sensazione di continua metamorfosi. L’artista focalizza la sua attenzione sui movimenti avvolgenti dei corpi, in cui si percepisce una volontà di ristabilire gli affetti, l’armonia, l’equilibrio.

Pasquale Sorrentino applica figure lignee sulla tela dipinta e sperimenta la fusione di pittura e scultura. Nelle sue recenti opere, la componente surreale prevale sulla radice espressionista e primitivista. Sorrentino ha individuato una cifra lirica che, attraverso una linea sinuosa e avvolgente, ravvivata da cromatismi caldi e accesi, ricostruisce un universo vivo dell’immaginario. I colori lucidi e brillanti, che nascono dall’impasto di colle viniliche e colori acrilici, denunciano le sue trascorse esperienze nei laboratori di ceramica.

 

Marco di Mauro